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Milano, 25 maggio 2004.
In una grande città come Milano l’inquinamento da ossido di azoto potrebbe essere abbattuto di un terzo, ogni anno, intervenendo sulle grandi superfici urbane, come ad esempio il rivestimento delle strade in occasione dei normali programmi di manutenzione. Questo eccezionale risultato è offerto dalla “fotocatalisi cementizia”, la cui efficacia antinquinante è stata scientificamente documentata nel corso del Convegno “Tecniche e materiali innovativi in edilizia per abbattere l’inquinamento in città”, promosso a Milano dalla FAST – Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche – con il contributo scientifico di Italcementi, cui sono intervenuti tra gli altri i professori R. Amadelli (Università di Ferrara), T. Caronna (Università di Bergamo), L. Palmisano (Università di Palermo), P. Pichat (CNRS di Lione), D. Kotzias (Centro comune di ricerca, Ispra), G. Sironi (FAST), L. Cassar e N. Pimpinelli (CTG, Italcementi Group).
In effetti è possibile ripulire l’aria dei centri urbani impiegando materiali cementizi innovativi nella ristrutturazione delle strade e delle piazze, nella realizzazione delle infrastrutture, nella costruzione degli edifici e nella ristrutturazione delle case.
La soluzione è offerta da una composizione cementizia speciale realizzata con il TX Active® (il cemento fotocatalitico “auto pulente” a base di biossido di titanio brevettato da Italcementi) in grado di abbattere significativamente gli inquinanti atmosferici organici e inorganici. Italcementi è stato il primo gruppo industriale nel mondo a studiare, brevettare e realizzare prodotti fotocatalitici nei materiali per l’edilizia. Come succede in natura nella fotosintesi clorofilliana, anche il cemento “ecologico”, messo a punto dopo anni di ricerca dal Centro Tecnico di Gruppo (CTG) di Italcementi, ha bisogno della luce solare (o dei raggi ultravioletti, per esempio nelle gallerie) per attivarsi e compiere la “fotocatalisi urbana”. La luce attiva il biossido di titanio contenuto nel cemento TX Active®. Il titanio interagisce con l’ossigeno presente nell’atmosfera e ossida le sostanze inquinanti che vengono a contatto con le superfici ricoperte di cemento.
Test di laboratorio e sul campo hanno confermato che il cemento “ecologico” è efficace per l'abbattimento delle sostanze inquinanti. Evidenze sperimentali hanno evidenziato come gli ossidi di azoto vengano velocemente trasformati in calcio nitrato (sostanza supportabile per l’ambiente, usata anche come fertilizzante in agricoltura); gli aromatici policondensati vengano trasformati in anidride carbonica, così come le particelle carboniose (le cosiddette polveri sottili, conosciute in sigla come PM10) e l’ossido di carbonio. Le quantità di anidride carbonica in gioco con tale processo sono trascurabili; l’ossido di zolfo venga rapidamente trasformato in solfato di calcio, processo questo che avviene per l’azione sinergica del cemento e della fotocatalisi.
Gli studi e le verifiche eseguite da Italcementi in collaborazione con il CNR, ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), e CCR (Centro Comune di Ricerca di Ispra), hanno evidenziato che i cementi fotocatalitici hanno una reale valenza eco-sostenibile in quanto permettono di combattere attivamente l’inquinamento abbattendo la concentrazione di sostanze nocive prodotte dall’attività umana nei centri abitati.
Prove di laboratorio hanno mostrato che è sufficiente un irraggiamento di soli tre minuti per ottenere una riduzione degli agenti inquinanti fino al 75%.
Verifiche sperimentali a grande scala hanno confermato, sia pure con percentuali inferiori di abbattimento, l’efficacia del materiale.
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