L'Autostrada del Sole che unisce l'Italia

Nel 1953 Italcementi, insieme ad altre importanti aziende italiane, costituisce la SISI (Sviluppo Iniziative Stradali Italiane) per lo studio dei problemi dello sviluppo e del miglioramento della rete autostradale in Italia, che realizza la progettazione di massima e lo studio di fattibilità per l'Autostrada del Sole. 

Qui sotto riportiamo un'intervista a Tullia Iori, Professore straordinario di Architettura Tecnica, Università Tor Vergata, Roma, che presenta la mostra sui 50 anni dell'Autostrada del Sole (1964-2014)

La costruzione dell'Autostrada del Sole conclusa nell'ottobre del 1964 è stata un'impresa epica: appena 8 anni di lavori per realizzare i quasi 800 chilometri della spina dorsale del paese. "L'autostrada più bella del mondo", appare ai tecnici stranieri: tanto che – non ancora completata – i suoi ponti sono subito esposti al Moma di New York. Dopo questa impresa, complice la congiuntura, l'austerity, la prima e la seconda crisi energetica, le opere pubbliche cambiano faccia e le procedure diventano altre, accentrate nelle mani dello Stato. La sperimentazione strutturale passa in secondo piano rispetto alla burocrazia e ai regolamenti normativi. Arriva una fase di declino per chi costruisce, una fase di declino per la storia dell'ingegneria. Questo porta nell'oblio anche quanto di buono si era fatto prima, quella fantastica avventura che aveva spinto l'ingegneria italiana ai vertici del panorama internazionale. Raccontare questa storia significa far conoscere meglio a tutti il nostro eccezionale patrimonio di opere strutturali e valorizzare vicende di uomini e di imprese protagonisti dell'affermazione del Made in Italy anche nel campo dell'ingegneria.

Che cosa ha rappresentato l'autostrada del Sole per l'ingegneria italiana?

I protagonisti di questa avventura costruttiva sono centinaia di ponti, necessari affinché il nastro stradale possa snodarsi morbido e sinuoso sul nostro territorio, bellissimo quando difficile. Il progettista dell'intero tracciato, l'ingegnere Francesco Aimone Jelmoni, aveva immaginato di ripetere identica la stessa tipologia. Ma Fedele Cova, l'amministratore delegato della Società Autostrade, sceglie di affidare i lavori di costruzione con la procedura dell'appalto concorso, dividendo il percorso in centinaia di piccoli lotti di pochi chilometri ciascuno: l'idea è che tutte le imprese italiane possano essere coinvolte e tutti gli ingegneri progettisti italiani possano disegnare il loro originale ponte per la strada dell'Unità nazionale. Così i ponti dell'Autosole, tutti diversi, portano ciascuno la firma di uno dei protagonisti dell'ingegneria italiana del Novecento: Riccardo Morandi, Silvano Zorzi, Giulio Krall, Arrigo Carè e Giorgio Giannelli, Carlo Cestelli Guidi, Guido Oberti e tanti altri, chiamati da imprese orgogliose di contribuire a questo progetto collettivo, nel rigoroso rispetto dei costi previsti e chiudendo i cantieri con qualche mese di anticipo.

Che ruolo ha avuto il cemento nell'infrastrutturazione del paese del Dopoguerra?

Tutti i ponti – tranne due, sul valico del Citerna – sono di cemento armato: di cemento armato ordinario o di cemento armato precompresso, l'ultimo nato ma già preferito per il grande ponte sul Po e per quelli sull'Arno. Il cemento è gettato in opera, in cantieri a bassa meccanizzazione, in cui si inventano però sofisticate tecniche artigianali per velocizzare i lavori, dalle "centine traslabili per archi gemelli" ideate da Ferdinando Innocenti alle "teleferiche-blondin a falconi oscillanti" di Eusebio Cruciani, impiegate tra l'altro per il ponte sull'Aglio e per quello sul Sambro. Gli anni Sessanta sono un momento d'oro per l'ingegneria italiana. Oltre alla costruzione dell'Autostrada ci sono le Olimpiadi di Roma del 1960, con la realizzazione di tanti impianti sportivi e di infrastrutture e lì in particolare lavora Pier Luigi Nervi. In effetti stupiva l'assenza di Nervi, che era l'ingegnere più famoso, tra i progettisti dell'autostrada, ma Nervi non costruisce quasi mai ponti, è piuttosto esperto di grande coperture. Se non partecipa a questo cantiere collettivo è perché sta lavorando su altro: sta costruendo appunto gli impianti per le Olimpiadi e poi i grandi padiglioni per le celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia, che si svolgono a Torino. Qui è coinvolto Nervi, ma anche Morandi, Franco Levi e altri. Le nuove opere pubbliche in questo arco di tempo sono tantissime: gli aeroporti internazionali, ad esempio. In occasione delle Olimpiadi di Roma si costruisce anche l'aeroporto di Fiumicino: non solo l'aerostazione, ma anche le officine, le aviorimesse, tutte grandi strutture disegnate da ingegneri innovatori come Morandi.

Per maggiori informazioni sulla ricerca: www.sixxi.eu

L'intervista è tratta dal fascicoletto "Strade concrete per la rigenerazione urbana" edito da Federbeton in occasione del SAIE 2014.

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