Tecnologia avanzata per una galleria a "spinta" sulla A5 Torino-Aosta

.La Società A.T.I.V.A. S.p.A. Concessionaria dell'autostrada Torino-Ivrea-Valle d'Aosta, per il tratto compreso fra la tangenziale di Torino e il Comune di Quincinetto, confine regionale fra il Piemonte e la Valle d'Aosta, nell’ambito della riorganizzazione iniziata negli anni 90 con il rifacimento dello svincolo di Ivrea, ha appaltato le opere per l’ammodernamento dello svincolo di S. Giorgio Canavese, non più confacente alle esigenze del traffico e ai nuovi sistemi di esazione. L'autostrada A5 Torino - Quincinetto di 51,29 km e l’Autostrada A4/A5 Ivrea - Santhià di 23,65 km rappresentano elementi essenziali nei collegamenti con la Valle d'Aosta e nella viabilità della parte settentrionale della provincia di Torino. 

Nell'ambito del progetto esecutivo delle opere di adeguamento, il nuovo assetto delle piste di svincolo ha reso necessaria la costruzione di un'opera di attraversamento dell'autostrada esistente. Tale attraversamento doveva avvenire in sottopasso e più precisamente mediante una galleria artificiale costituita da pali a grande diametro ed impalcato in travi prefabbricate e soletta. 

Per quanto riguarda il sottopasso autostradale, l’impresa Coop Viridia ha proposto la tecnica dello spingi-manufatto, ovvero la struttura costituente il sottopasso è stata realizzata tutta in opera in posizione esterna alla sede autostradale e, mediante martinetti idraulici, spinta lungo una soletta provvisoria di varo nella posizione di progetto. Il tutto senza inibire il traffico autostradale durante le fasi di spinta, apportando solo modeste limitazioni alla viabilità secondaria.

Questa soluzione ha comportato, inoltre, una sensibile riduzione dei tempi dell’appalto. 
Complessivamente, l’opera ha uno sviluppo di 51,00 m. 

Il monolite realizzato in calcestruzzo è costituito dalle seguenti parti: 

  • solettone dello spessore di 80 cm su due campate; 
  • due pareti laterali contro-terra dello spessore di 80 cm; 
  • un setto centrale finestrato dello spessore di 40 cm; 
  • una platea di fondazione dello spessore di 90 cm su due campate; 
  • muri andatori “a mensola”, prosecuzione all’esterno dei ritti, dello spessore di 80 cm; 
  • muri andatori “a mensola”, prosecuzione all’esterno del setto centrale, dello spessore di 40 cm.

Tutti i calcestruzzi sono stati forniti da Calcestruzzi che ha messo a punto le miscele grazie alle proprie risorse tecnologiche. I due aspetti più sfidanti dal punto di vista tecnologico sono stati la costanza della reologia del calcestruzzo e l'omogeneità dei prodotti con aria aggiunta per soddisfare la classe di esposizione XF4. Minuscole microbolle disperse nel calcestruzzo devono permettere all'eventuale acqua presente nelle parti d'opera di espandersi senza causare sovrapressioni dirompenti, una sorta di microcamere di espansione che garantiscono maggior durabilità ai cicli di gelo e disgelo che può subire il manufatto.

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