Un punto di riferimento per l'innovazione

Situato nell’area del Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso a Bergamo, i.lab  - progettato dall’architetto americano Richard Meier - ospita la nuova sede di Italcementi e il Centro Innovazione di Prodotto del Gruppo HeidelbergCement. Realizzato con tecnologie e materiali innovativi e sostenibili, i.lab rappresenta la concezione di Italcementi di innovazione, di sostenibilità e di eccellenza architettonica, rappresentando la sintesi tra la più avanzata qualità dei materiali e le tecnologie per la green construction più attuali.

Costruire in modo sostenibile

i.lab vuole rappresentare un punto di riferimento nel campo dell’architettura sostenibile in Europa e rappresenta un’applicazione concreta della strategia di Italcementi rispetto ai temi dell’innovazione e della sostenibilità. 

Progettato e costruito in osservanza dello standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), i.lab ha ricevuto la certificazione PLATINUM, il più alto standard di valutazione in materia energetica e ambientale riguardante le costruzioni edili. i.lab risponde infatti a severi requisiti di efficienza energetica, che consentono di ottenere un risparmio di energia fino al 60% in più rispetto a un edificio tradizionale di pari dimensioni e destinazione d’uso, grazie alle modalità di costruzione adottate, ai materiali utilizzati nell’involucro e all’impiego di energie rinnovabili con l’installazione di pannelli fotovoltaici, solari e di un impianto geotermico. Nel 2010, inoltre, la Commissione Europea ha assegnato a i.lab il premio European Green Building Award come miglior edificio in Italia per l’efficienza energetica nella categoria “Best New Building” e nel 2009 i.lab ha ricevuto il Green Good Design Award dal Chicago Athenaeum e dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies. i.lab rappresenta un simbolo dell’architettura contemporanea e dell’impegno concreto per una migliore qualità del costruire e dell'ambiente. 

Due ali bianche per il Kilometro Rosso

i.lab è una grande macchina per la ricerca industriale. Il progetto di Meier si contraddistingue per un lavoro minuzioso sul dettaglio di ogni componente, con una grande attenzione alla qualità degli ampi spazi, che mettono in comunicazione persone e funzioni, secondo vie suggerite dall’architetto. 

Per la realizzazione di i.lab, Richard Meier ha immaginato una struttura articolata su due piani fuori terra e tre piani interrati. i.lab ripropone e sottolinea la configurazione a “V” dell’area quasi ad accentuare - nella sua disposizione in due ali affacciate su un cortile centrale - la sua apertura verso il campo agricolo ornamentale i.land, realizzato appositamente nello spazio esterno. La grande punta sospesa che copre e protegge l’ingresso crea un’ampia piazza esterna coperta, a doppia altezza, che prosegue naturalmente nell’atrio di accesso vetrato il quale, a sua volta, distribuisce le due ali dell’edificio. La prima ala della “V”, parallela all’autostrada, ospita laboratori e uffici. La seconda ala accoglie al piano terra una grande sala conferenze che può contenere fino a 240 posti a sedere, mentre al livello superiore sono collocati uffici e aree di rappresentanza. 

Molte le innovazioni tecniche e industriali che caratterizzano i.lab. Tra queste: il sistema di vetrate, che caratterizza la struttura e che crea un effetto di contrasto tra la solidità del cemento e la leggerezza trasparente del vetro; il curtain wall - nato da un’esigenza legata all’illuminazione naturale - è posizionato sul fronte dell’edificio che si rivolge verso l’autostrada e la città di Bergamo ed è formato da una serie di lame in calcestruzzo simili a una scultura geometrica seriale in grado di creare un elemento che è al tempo stesso uno statement formale e uno strumento utile a proteggere l’interno dall’eccessiva insolazione. E la “freccia”, che rende i.lab un vero landmark, un segno riconoscibile del territorio, mentre, all’estremità opposta dell’edificio, da sotto una grande parete sospesa in bianco è possibile scorgere uno dei volumi del Kilometro Rosso di Jean Nouvel, in un contrasto di colori. 

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